martedì 11 dicembre 2012

Nuovi regolamenti Federazione Internazionale Judo, discussione aperta

To experiment from the Paris Grand Slam 2013 up to the Rio World Championships (included) the 
following items:

Referee and judges.
Only one referee on the mat and one referee at a video check table with a radio communication assisted by
a referee commission member or another referee will judge the fights. A rotation system will be
implemented for the Referees. The IJF Jury will interfere only when they consider it to be necessary.

Technical assessment 
-IPPON: to give more value «to take into account only the techniques with real impact on the ground on the back».

Landing on the bridge position:
All situations of landing on the bridge position will be considered Ippon.

Penalties
During the fight there will be three Shidos, and the fourth Hansoku-make (3 warnings and then
disqualification).
Shidos do not give points to the other fighter, only technical scores can give points on the scoreboard.
At the end of the fight, if scoring is equal, the one with less Shido wins.
If the fight continues to golden score (due to a draw), the first receiving a Shido loses, or the first scoring a technique will win.

Penalized with Shido:
-Breaking the grip with 2 hands.
-Cross gripping should be followed by an immediate attack. Same rule as for the belt gripping and one side gripping.
The referees should strictly penalize the contestants who do not engage in a quick Kumikata grip or who try not to be gripped by the opponent.
-To hug the opponent for a throw. (Bear hug).

Penalized with Hansoku-make:
All attacks or blocking with one or two hands or with one or two arms below the belt in Tachi-waza.

Osaekomi, Kansetsu-waza and Shime-waza
- Will continue also outside of the contest area as long as Osaekomi was called inside.
- Osaekomi scores 10 seconds for Yuko, 15 seconds for Waza-ari, and 20 seconds for Ippon.
The Kansetsu-waza and Shime-waza initiated inside the contest area and recognized as being effective to the opponent can be maintained even if the contestants are outside the contest area.

Cadets – U 18
Kansetsu-waza authorized for Cadets.

The bow:
When entering the tatami area, fighters should walk to the entrance of the contest area at the same time and bow to each other into the contest area.
The contestants must not shake hands BEFORE the start of the contest.

Duration of Contests
- No time limit for Golden Score (Hantei is cancelled).
..................

Riporto alcuni spunti e perplessità interessanti di un amico:

"Per quel che riguarda i regolamenti, probabilmente li hanno fatti sicuramente per bloccare certe situazioni, però è chiaro che potevano essere strutturati meglio secondo me, bazzicando anche in altri sport, si possono vedere esempi che possono essere modificati ed adattati anche al judo per "migliorare"il lato agonistico/sportivo.


1 - kani Basami ormai per la pericolosità è vietata da tutte le competizioni di lotta comprese grappling e jiu jitsu, chiaramente dipende da come viene tirata ma tant'è-. (il discorso su kani basami è saltato fuori come paragone di azione diventata illecita a seguito di pessimi esecutori, non tanto per la tecnica in sé - ndr)


2-le prese alle gambe:io avrei vietato solo quelle tirate dirette da distanza,quindi senza mettere almeno una mano in presa sul bavero del judogi(quindi kata guruma sarebbe salva)avrei vietato anch'io la presa a mo di grecoromana perchè con il judogi diventerebbe troppo facile, avrei dato anch'io l'ippon quando si fà ponte perchè lo trovo veramente ridicolo.


3 - la presa alla cintura avrei lasciato una limitazione di tot secondi per eseguire una proiezione


4-per quello che riguarda arbitri e ammonizioni non mi esprimo perchè non sono competente in merito


5-assoldato che a quel livello sono delle bestie abominevoli, posso capire il fatto di evitare di rompere la presa con due mani, anchè perchè torniamo all'obiettivo iniziale, ovvero proiettare un avversario non collaborativo ovvero che anche lui abbia le prese su di me.


6-Osaekomi, Kansetsu-waza and Shime-waza
- Will continue also outside of the contest area as long as Osaekomi was called inside.
- Osaekomi scores 10 seconds for Yuko, 15 seconds for Waza-ari, and 20 seconds for Ippon.
The Kansetsu-waza and Shime-waza initiated inside the contest area and recognized as being effective to
the opponent can be maintained even if the contestants are outside the contest area.

ok, questo lo fanno anche in altri sport di lotta vedi bjj e grappling.

Avrei tolto la possibilità di difesa statica a tartaruga ad esempio trovando altri espedienti, in un "ottica"reale(da strada) la tartaruga è un suicidio, inoltre es:entro sporco, non proietto, mi butto a tartaruga...arbitro che interrompe. Questo per me è inconcepibile.

7-non so se chi fa queste regole esca di casa e si guardi attorno, usi internet o guardi la TV, ma gli sport in grandissima ascesa e con grande appeal a livello moderno sono proprio quelli che si combattono anche a terra(bjj e grappling)e togliere di fatto la lotta a terra non farà altro che rafforzare quegli sport rischiando di provocare un esodo di possibili talenti anzichè incentivare ad entrare nel mondo del judo.E' una cosa ridicola, bastava strutturarla meglio e si sarebbe tornati ad avere uno sport spettacolare e completo senza continue interruzioni, ed io non sono convinto che la TV voglia colo certe cose, sennò altre cose non si spiegherebbero,poi magari vengo smentito, ma così si impoverisce il bagaglio tecnico e non è detto che risultino delle gare più televisive o spettacolari,alla fine se uno è forte è forte!
in definitiva:


Delle cose vanno bene,avrei attinto a qualche regolina del sambo e da altri sport di lotta che dal punto regolamentare è studiato OGGI meglio anche per una resa TV."
(Ernesto)

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Aggiungo il mio modesto parere, per quanto io sia fuori da tempo dall'agonismo e non spinga troppo a riguardo, penso che alcuni di questi provvedimenti siano senz'altro d'aiuto allo spirito del Judo (scoraggiare il ponte dando Ippon, ad esempio, doveva essere acquisita tempo fa al posto della fumosa interpretazione precedente che dava all'arbitro il compito di scoraggiare l'utilizzo dell'azione a ponte).

Non capisco il senso di ridurre i secondi dell'osaekomi, ma soprattutto eliminare completamente le prese alle gambe, che elimina dalla pratica del judo tecniche prima fondamentali. A mio parere si poteva equiparare la presa ai pantaloni a quella in cintura, e sanzionare in caso di "non attacco".


Consci del fatto che questi provvedimenti nascono da anni di eccessiva permissività, speriamo che siano un tampone temporaneo, e che si possa tornare ad un judo più "libero", a patto che nelle palestre e centri sportivi si cominci ad adottare un insegnamento consono...


commentate a piacere, per una traduzione delle parti che non capite chiedete pure.

Marco







giovedì 20 settembre 2012

yoko tomoe nage

Ecco alcune interpretazioni di Yoko Tomoe Nage trovate sul tubo, una un po' discutibile ma ci aiuta a capire bene cosa NON è yoko tomoe nage:

Questo è come lo conosco anch'io:

ecco come nel BJJ si potrebbe utilizzare per portare a terra l'avversario, lo trovo ben fatto e guardate il lavoro di presa (mano sinistra di Tori) durante la proiezione (andate a 1:06, vedrete che richiude il braccio di Uke all'interno):

in questo video mi sembra eseguito in maniera scorretta, sembra un tomoe nage e non yoko tomoe:

infine il mitico Kashiwazaki che ci anticipa sulla prossima lezione con un bel renraku-waza (combinazione): yoko tomoe nage seguito da juji gatame:

buona visione!

Seminario di Judo Tradizionale

27-28-29 Ottobre 2012 - Seminario di Judo Kodokan Tradizionale a Jesi

Segnalo questo appuntamento con maestri di alto livello, per una proposta di Judo alternativo al solo agonismo.
Tra i Maestri Italiani, saranno presenti i fratelli Vismara, entrambi 9° Dan Hanshi del Butokukai.

Il seminario, suddiviso in tre giornate, culminerà con una gara di judo tradizionale, ovvero con le regole arbitrali del Comitato Tecnico Europeo, e cito: "nel rispetto dei principi del Judo tradizionale".

Un importante appuntamento quindi per vedere in atto qualcosa a cui il judo italiano, e vado con il pensiero al compianto M° Cesare Barioli in primis, ha aspirato da lungo tempo e per cui ha messo delle solide basi di sviluppo.

Un saluto a tutti, sperando di incontrarci lì!


venerdì 6 luglio 2012

Nuovo Forum Arti Marziali Tradizionali e Moderne

Budo Forum

Ciao a tutti voglio segnalarvi questo nuovissimo forum dedicato alle arti marziali tradizionali e non, che nasce con lo spirito di approfondire e condividere esperienze e conoscenze.

Il forum è curato da Beno, un ragazzo italiano che vive in Giappone e pratica da anni le Arti Marziali, in particolare l'Aikido.

Il forum si trova a questo indirizzo: http://budo.forumjap.com/

martedì 26 giugno 2012

Damashi

Riguardo al damashi in fase di studio in questi giorni (finta di tecnica in avanti, seguito da de-ashi-barai/ko-soto-gari/ko-soto-gake), consiglio di vedere questo video suggeritomi sempre da Ernesto.
Esemplare la capacità di questo Judoista nel creare la condizione necessaria per spazzare, o all'occorrenza fare ko-soto-gake quando l'avversario è più piantato nella difesa.
Lo schema è sempre: finta in avanti, tecnica indietro.

Da notare anche la prosecuzione a terra in juji-gatame, che studieremo a seguire.

Vediamo il video:


a presto!

martedì 12 giugno 2012

Tirare spingere e usare il corpo correttamente...

Roppo no Kuzushi

Ciao a tutti mi segnalano due video, che vedo prontamente, e  ve li giro, perchè trovo esemplare il modo di muoversi e usare il corpo per causare perdita di posizione nell'avversario ed effettuare entrate. I Video sono del maestro Tsunoda, alle prese qui con atleti da varie parti dell'Europa.




Nella breve parte introduttiva di riscaldamento vediamo lavori a corpo libero di nostra conoscenza...

Buona visione!

p.s. ringrazio Ernesto per la segnalazione!

venerdì 1 giugno 2012

Entusiasmo e Passione

Ho già parlato delle difficoltà e frustrazioni lungo il cammino di chi pratica arti marziali. Spesso queste frustrazioni sono accompagnate però da cattive abitudini. Un noto maestro diceva spesso che il judoista ha tre grandi nemici lungo il suo percorso: la noia, l'abitudine e l'invidia.
L'abitudine è forse il più subdolo, perché spesso travestita da qualcos'altro. 
Le cattive abitudini che nascono quando non si riesce bene o non si ottengono i risultati sperati (a volte pure a fronte di un grande impegno!) sono in pratica dei pensieri. A lungo andare questi pensieri possono farsi più forti e mettere radici, portando anche all'abbandono della pratica.
Pensieri come "tanto non riesco", "non posso" etc... sono gli esempi più comuni. 
Il fatto di trovare questi ostacoli lungo il cammino ci appare come un'ingiustizia, non vorremmo proprio noi doverci avere a che fare... ma il punto penso sia che il Judo, come le altre discipline, abbia come primissimo obbiettivo proprio questo traguardo: misurarsi con le difficoltà e superarle, tanto quelle esterne e ancor di più i conflitti interiori. E' un fardello che condividiamo proprio tutti quanti, non c'è nessuna ingiustizia in questo. C'è bensì un'opportunità.

La prima arma che abbiamo è la passione, non penso ci sia molto da dire a riguardo. Da inesperti riconosciamo che c'è qualcosa (non sempre molto definito), che ci affascina e che vorremmo scoprire a fondo; è come un'immagine mentale di come vorremmo essere, all'inizio può apparire un po' sfocata, ma più passi avanti facciamo e più riconosciamo di aderire a quell'immagine che intanto si fa più nitida. Una sorta di atto di fede inizialmente, non per niente all'inizio ci si "affida" alle mani di un maestro... 
Questa immagine, questa passione, ci accompagna sempre nel cammino.

C'è poi l'entusiasmo, le cui fonti sono diverse. Per esempio la gioia di essere in mezzo ai compagni di pratica e di poter praticare con soddisfazione può darci grande entusiasmo. 

Un'altra fonte può essere l'esempio, che può arrivare da un compagno più bravo, o dal nostro insegnante, o da qualcuno che vediamo compiere qualcosa che ci entusiasma appunto... e ci ispira, e a volte ci commuove...


Prima di dire "non posso" o "non riesco"...






Qualcuno che quando ha preso in mano la spada aveva già nella mente questa immagine di sé, forse nemmeno tanto sfocata...


Henry Smalls alla 9° Edizione dei Campionati Mondiali di Kendo



martedì 22 maggio 2012

Schemi motori nel Judo e allenamento da soli

Tokio Hirano - tai otoshi (foto del 1952)

A questo punto vorrei parlare di un argomento che riguarda la naturale evoluzione degli schemi motori delle tecniche di judo, e di come questo "bagaglio" tecnico si possa allenare da soli, senza rischi di stravolgerlo o di fare passi indietro.

Innanzitutto definiamo come schema motorio quella concatenazione di movimenti che uno dopo l'altro (e uno in funzione dell'altro) vanno a formare un gesto. Molto banalmente nei bambini che imparano a camminare possiamo osservare spesso come questa concatenazione, ancora imperfetta, non sia sempre rispettata causando disequilibrio o cadute in avanti o indietro.
Però una volta acquisito lo schema motorio corretto, possiamo notare alcune cose interessanti: il gesto diventa rapido, essenziale e, in alcuni casi, involontario. 
Alcuni schemi motori di base, come fare dei balzi per evitare collisioni, proteggerci il viso in caso di pericolo, appoggiare a terra le mani cadendo in avanti o indietro... sono tutti gesti che non necessitano di un particolare intervento della nostra parte cosciente, bensì scaturiscono istintivamente come se fossero dei meccanismi di difesa sempre pronti a scattare.

Nello studio pratico del Judo, in quel lungo periodo di formazione che porta un principiante ad essere un esperto, si rivivono quelle situazioni che abbiamo conosciuto nell'apprendimento degli schemi motori di base, salvo che quando si è più grandicelli può risultare frustrante non riuscire così malamente in qualcosa (mentre il bambino se ne infischia o ne fa motivo di gioco). 
Eppure la grande maggioranza delle tecniche nel Judo richiede la comprensione di schemi motori che vanno aldilà delle esperienze della vita di tutti i giorni, e per questo motivo questi anni di "apprendistato" sono costellati da momenti di frustrazione non indifferente.

Per ovviare al problema il Judo propone uchi-komi, la ripetizione del gesto tecnico cadenzata da un ritmo, in un crescendo che porta alla proiezione finale con energia. 
Il termine uchi-komi letteralmente dovrebbe suonare come "picchiar dentro", "martellare"... e questo già è una bella indicazione dello scopo dell'esercizio. Analogamente sappiamo tutti come sia noioso quando picchiamo dentro un chiodo storto in un muro, ci vorrà un po' di sforzo in più per sistemare le cose. Però sappiamo anche, sempre per analogia con il bambino che impara a camminare, che il perfezionamento del gesto è qualcosa che si può "limare" un po' alla volta. 
Per concludere questa premessa possiamo evidenziare due elementi fondamentali per un apprendimento tecnico corretto: 

  1. la presenza di un insegnante che ci corregga all'occorrenza (e se possibile di compagni più esperti con cui praticare e in cui rispecchiarsi),
  2. la nostra presenza mentale come allievi durante lo studio, cosa per nulla scontata o banale. Detta in soldoni, possiamo eseguire uchikomi in maniera "vuota", che equivale a fare fitness (mentre mi alleno sto proiettando il pensiero su cose che non centrano con quello che faccio, es. la fidanzata...), oppure possiamo eseguire un uchikomi valido applicando un controllo da parte della mente sui movimenti del corpo in un primo momento, per poi forzare la tecnica perchè sia sempre più veloce ed efficace (per i più esperti).
Veniamo ora all'allenamento da soli. In palestra vengono spesso proposti esempi di come allenarsi per conto proprio al fine di migliorare gli schemi motori. 
Prendendo per base il concetto che più posso allenarmi con un compagno e alla presenza di un insegnante e meglio è, vediamo un paio di esercizi utili per quando questo non è possibile:
  1. tecniche a corpo libero: eseguendo la tecnica come se avessi di fronte un compagno, sforzandomi di compiere esattamente gli stessi gesti che compirei in coppia, compiere una serie di ripetizioni (solitamente una decina) con particolare attenzione ad inserire la fase si preparazione della tecnica (es. in Ippon Seoi Nage l'apertura della presa sinistra per alzare il braccio di uke) e tutta la fase di entrata dalla distanza fino al contatto tra i corpi. Le ripetizioni a corpo libero possono addirittura risultare migliorative per l'uchikomi in casi di tecniche come le spazzate, in cui la presenza del compagno impedisce di capire se sto colpendo correttamente con il piede (parlando di principianti questo avviene sovente).
  2. esercizi "appesi": utilizzando elastici o corde fissati ad un ancoraggio stabile, eseguire ripetizioni continue, mettendo sempre attenzione nell'eseguire correttamente la tecnica e nella concatenazione dei gesti, potremo con questi esercizi migliorare la velocità delle nostre entrate e la loro efficacia. E' consigliabile restare per uno/due secondi appesi nella fase finale della tecnica per controllare se stiamo dirigendo la spinta in maniera corretta o se perdiamo l'equilibrio a destra o a sinistra, e per controllare che tutte le parti del corpo siano ben allineate. Per chi volesse potenziare la muscolatura in funzione di una specifica tecnica, è possibile prolungare questa fase finale per svariati secondi, compiendo così uno sforzo isometrico mirato. 

Vediamo un famoso esempio, in questo video del M° Tokio Hirano, di tecniche eseguite a corpo libero senza uke, precedute da un riscaldamento (per saltare il warmup andate a 2' 55"). Consiglio di spegnere il sonoro per evitare mal di pancia...


Per quanto riguarda invece gli esercizi con gli elastici, vi rimando a un mio vecchio post Theraband + Judo, ma potete trovare tonnellate di materiale in giro per la rete.

Buon allenamento, a presto,

marco

domenica 6 maggio 2012

Tabata training e Judo

Allenamento indirizzato a chi vuole migliorare in funzione dello shiai (resistenza, capacità di recupero, forza), ma anche potenziarsi e bruciare grassi. Metodo del dr. Izumi Tabata.




PUNTI DA RICORDARE:
- fare prima un breve riscaldamento,
- durata totale di 4 minuti,
- fare delle sessioni di sforzo al vostro massimo, della durata di 20 secondi (sotto vediamo con quali esercizi),
- intervallare delle fasi di riposo tra una sessione e l'altra di 10 secondi,
In totale quindi vengono 8 ripetizioni della sessione di sforzo. 


Scelta dell'esercizio: salto della corda, squat a corpo libero, oppure burpees o altro ancora. Non c'è un particolare limite agli esercizi che potete infilare in un Tabata. L'ideale sarebbe fare le routine di sforzo al vostro massimo. Si consiglia però, in caso di fumatori o persone sovrappeso o con problemi di salute, di consultare un medico o di evitare questo tipo di allenamento.


Per quanto concerne lo shiai di Judo, questo tipo di allenamento riproduce piuttosto bene i tempi di un combattimento modello, in cui le (più o meno) brevi fasi di combattimento molto accese e dispendiose sul piano fisico si alternano a brevissime fasi di recupero nei momenti di interruzione da parte dell'arbitro.


VIDEO DI ESEMPIO DEGLI ESERCIZI:


Squat a corpo libero (in questo video vedete un tabata completo)




Salto della corda




Burpees (salto e piegamento sulle braccia)

mercoledì 2 maggio 2012

Kumi Kata (2) ... rieccoci con le prese.

Rieccoci per vedere un nuovo esercizio per migliorare le prese, sia nella  tenuta che nell'agilità. Il primo esercizio me lo ha consigliato un amico esperto di BJJ.Come esecuzione è molto semplice, fondamentalmente tenendo in una mano la kettlebell la faremo girare dietro la schiena passandola all'altra mano che la farà girare davanti alle cosce per poi ripassarla alla prima mano...Vediamo un video per rendere più chiaro il concetto:




Un secondo esercizio, che potrebbe rivelarsi una buona alternativa alle kettlebell, me l'ha suggerito invece l'andare a far la spesa ieri... una cassa d'acqua per mano fino a casa non è niente male per allenare mani, spalle e braccia. Molto meno banale di quanto sembri, fateci caso la prossima volta che andate per compere!
Lo sforzo di tenere serrate le dita attorno al manico per lunghi tragitti migliora la nostra capacità di tenere la stoffa del judogi se il compagno cerca di strappare le prese. Inoltre ho trovato interessante osservare come le spalle contribuiscano a rendere meno difficoltoso il compito delle mani, evitando al carico eccessive oscillazioni, con un lavoro di contenimento di quello che sarebbe il naturale movimento avanti-indietro delle braccia.
My 2 Cents... alla prossima!

venerdì 27 aprile 2012

Cutting off the Bull's Horns... ovvero tagliare le corna al toro.

Trevor Pryce Leggett (1914 - 2000)


In questo post voglio uscire temporaneamente dall'ambito prettamente fisico, per approfondire un argomento che ha molto a che fare con il judo, inteso in senso tradizionale o se preferite come "via per la vita".


Per parlare di questo argomento prendo a prestito un breve scritto di Trevor Leggett (grande esperto e maestro di Judo, che studiò per moltissimi anni direttamente in Giappone grazie al suo lavoro presso la BBC), inserito nel suo libro "The Dragon Mask and other Judo stories in the Zen tradition" (Ippon Books Ltd.). 


Questo argomento potrebbe stridere alle orecchie di chi mira, attraverso il Judo, ad ottenere risultati tramite l'approfondimento mirato di alcuni "speciali" (Tokui Waza), perchè quando si parla di "tagliare le corna del toro" ci si riferisce alla necessità, per chi è sulla via del Judo, di mettere da parte temporaneamente ciò in cui si eccelle, per cercare nuove strade. Certo non è mai troppo tardi, o quasi mai, ma un allievo abituato a ragionare in questi termini sin dalla tenera età avrà meno resistenze a ritenere utile una tale condotta. Nel migliore dei casi le altre persone annuiranno dandovi ragione, per poi tornare al loro randori di sempre.


Un passaggio interessante, che traduco liberamente dal testo di Leggett:


"Ma coloro i quali hanno fiducia nel proprio insegnante e realizzano il fatto che il loro insegnante ha fiducia in loro, seguono il suo suggerimento e lasciano da parte per un po' di tempo la tecnica preferita. Questi allievi così facendo riescono a sviluppare un'azione libera, e non fissata su di un punto soltanto. Possono muoversi liberamente. Se l'opportunità si mostra la possono cogliere poiché le loro menti non sono fissate su di una singola tecnica o opportunità."


e ancora:


"Questo è un lato del Judo molto importante sia tecnicamente, sia spiritualmente [...]"


Quindi il vostro speciale, ottenuto in anni di pratica, è come le corna del toro. La sua arma micidiale, ma unica. 
Leggiamo un altro passaggio interessante a riguardo, in cui Leggett paragona ironicamente il nostro speciale ad una pistola molto grossa:


"Così noi ce ne andiamo in giro a caccia di opportunità, o cercando di crearne, in modo da poter spianare la nostra pistolona. Ma in verità la gente in qualche modo ha un sesto senso per non ritrovarsi di fronte ad una pistola, anche se sta nascosta tra i cespugli."


Questo passaggio divertente si riferisce al fatto che molto spesso quello che noi riteniamo un buon attacco è già passato al vaglio del nostro avversario in anni di pratica permettendogli così di bloccarlo o schivarlo in maniera automatica, e se anche così non fosse, alla seconda o alla terza caduta comincerà a formarsi nel nostro compagno una "abitudine" che lo metterà in grado di fermare il nostro attacco.


Argomenti come questo sono molto presenti nella tradizione marziale Giapponese, tanto che in scritti della famiglia Yagyu sull'attitudine mentale da tenere nel combattimento con la spada (e in generale nel combattimento), troviamo continui richiami a non permettere alla mente di soffermarsi su un punto, ovvero di formulare pensieri del tipo "ora attaccherò la testa" oppure "mi vuole fare una finta" o infiniti altri pensieri.
La tensione del praticante dovrebbe dunque essere quella di cogliere tutto ciò che lo circonda, e agire di conseguenza.


Nel mio personale parere il Judo rappresenta, con il Kendo e alcuni stili di kenjutsu, l'unico sistema di combattimento che permette alle persone comuni di sperimentare simili "stati".
A patto di non estremizzarne il lato sportivo, come appunto accade nel Judo e nel Kendo.


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mercoledì 25 aprile 2012

Kumi Kata... allenare le prese


L'argomento "prese" è attualissimo ormai da decenni nel judo agonistico. Per contro è invece deprecato nel judo tradizionale quando l'eccesso di tatticismi va contro lo spirito originario del judo, in quanto si cerca attraverso lo studio delle prese di favorire la propria presa, ostruendo quella dell'avversario (e nel frattempo perdendo un sacco di tempo).
Non mi interessa polemizzare su chi sia nel giusto, a ognuno il proprio judo. Può essere molto interessante invece capire come rinforzare le prese attraverso esercizi specifici.

In linea generale potremmo partire dicendo che, come molti sapranno, bisogna concentrare la forza principalmente nella chiusura del dito mignolo, forza che gradualmente deve diminuire spostandosi verso il dito indice. Enfatizzare la chiusura del dito mignolo è argomento fondamentale in numerose altre discipline orientali, pensiamo al karate, in cui si raccomanda di serrare il pugno partendo dal mignolo (e richiudendo il tutto con il pollice), fino ad arrivare al gesto di "te-no-uchi" del Kendo (e in generale nel maneggio della spada nella scherma tradizionale giapponese), gesto che aggiunge ulteriori slancio, velocità e precisione alla punta dell'arma. Notare che i Giapponesi contano a partire dal mignolo... 

Questa premessa allo scopo di ricordare di prediligere questo modo di "prendere" anche quando andremo a praticare esercizi specifici, che potremmo voler modificare appositamente per i nostri scopi. Ricordo poi che una buona padronanza dei kumi-kata del judo, oltre agli effetti sul combattimento in piedi, facilita  l'esecuzione delle tecniche di strangolamento in primis, ma anche delle leve.

Un esercizio che trovo molto interessante è l'arrampicata alla corda, per due motivi: il primo è ovviamente che si rinforzano le mani e i polsi, il secondo motivo - meno scontato - è la capacità di fare cambi di presa rapidi, precisi e saldi. Questa qualità è davvero indispensabile nel ne-waza come nel tachi-waza.
Vediamo un video sempre di beyondgrappling:



A breve posterò nuovi esempi... 

lunedì 23 aprile 2012

Mixing it up! Mescolare esercizi e ritmi

Tra le ultime novità (che niente hanno di nuovo in verità) nel campo della preparazione fisica "gli esperti consigliano" (perdono...) di mescolare, in maniera intervallata, esercizi che coinvolgano differenti gruppi muscolari. Questo permetterebbe due effetti, uno di bruciare più calorie, l'altro di intervallare lo sforzo di un muscolo con quello di un altro permettendo un leggero recupero.

Considerato che nel nostro amato Judo abbiamo già l'uchikomi che è quanto di più differenziato e aderente a questo concetto, coinvolgendo infatti parte alta e bassa del corpo, mettendo alla prova la propria coordinazione, con uno sforzo graduale dalla prima all'ultima entrata e il kakè (proiezione a terra) finale che libera l'energia e ci insegna a incanalarla nella tecnica, di volta in volta in maniera differente a seconda della tecnica, e  considerando poi che l'uchikomi può essere eseguito a destra e a sinistra... a patto di farlo bene ovviamente...

...tutto ciò premesso, vediamo alcuni esempi che possono esserci utili nella preparazione da soli:
  • Squat intervallato ad una trazione con entrambe le braccia (con theraband o equivalente). Scopo: rinforzare le gambe abituandole allo sforzo di salita-discesa porta grandi vantaggi nelle tecniche di caricamento in cui il baricentro deve scendere. Il lavoro delle braccia può variare in altezza. L'utilizzo dell'elastico mi permette di mantenere la schiena più dritta facendo lavorare le ginocchia in sicurezza:


  • Piegamenti sulle braccia intervallati a sollevamento di due pesi o di due kettlebell (uno per mano). Il sollevamento del peso deve essere completo, immaginate il lavoro della mano in presa alla manica del compagno, quando tirate per un'entrata in avanti (es. Hane Goshi). Linko a  titolo di esempio un altro interessante video di beyondgrappling.com :

Kettlebell
  • Saltelli alla corda... banale? Non tanto. E con un'avvertenza, non fateli a piedi nudi a meno di avere una superficie che assorba gli urti del vostro peso, tipo tatami da Judo con telaio sottostante. In alternativa basta usare scarpe da corsa. Per niente scontati, i saltelli con la corda necessitano di una coordinazione elevata tra braccia e gambe, possono essere continuamente variati in saltelli a 2 gambe, su una gamba, alternando tra le gambe, modificando l'altezza del salto, modificando il ritmo di saltello. In particolare l'inserimento di fasi "veloci" all'interno della sessione di saltelli, sarebbe una di quelle tanto decantate tecniche per bruciare calorie con efficacia maggiore rispetto ad un allenamento mono-ritmo.

Questi sono solo alcuni esempi che trovo utili per i nostri intenti, che possono poi essere variati liberamente facendo solo attenzione ai segnali del corpo. Per qualsiasi dubbio rivolgetevi  sempre ad esperti.

sabato 21 aprile 2012

Photo & Video Primavera del Judo 2012

Nella foto il Maestro Aldo Piatti.

Evento organizzato da: www.ilcerchiojudo.it
Con la partecipazione di società da Lombardia, Piemonte e Liguria.

Pippo Piazza, Cristina Sala e Luca Sciutto.



Emilia D'amico e Federico Rebecchi.






Reattività, coordinazione, esplosività, velocità... vediamo degli esempi


Ancora un nuovo interessante video (fonte: Matt Daquino - http://www.youtube.com/user/BeyondGrapplingwww.workoutsforjudo.com ) con esercizi semplici da fare per conto proprio, volti al miglioramento dei tempi di reazione, dell'agilità e della potenza esplosiva. 
In particolare gli esercizi di reattività possono essere usati in maniera interessante nelle classi di judo per le fasce più giovani. 

Interessantissimi, anche se poco approfonditi in questo video, gli esercizi con la cosidetta "agility ladder" (scaletta di agilità), quella specie di scala da elicottero posta a terra. Questo semplicissimo strumento (che nei miei corsi disegno sui tatami con il gesso...), configura possibilità infinite di esercitazioni della coordinazione, in prima istanza la coordinazione oculo-podalica e oculo-manuale, portando poi il praticante ad una confidenza con i movimenti degli arti che è propria del judoista esperto, ovvero che controlla gli arti senza dover utilizzare lo sguardo per guidarli
I compiti da eseguire alla scaletta possono variare, da una semplice corsa sulle punte destra sinistra, ad un passo incrociato (tipo entrata di una tecnica in avanti, come harai goshi), ad esercizi sulle braccia, con la posizione del corpo tipica dei piegamenti sulle braccia, ponendosi con il corpo  frontale o di lato rispetto all'attrezzo. 

Per approfondire e capire meglio alcuni tipi di esercizio alla Agility Ladder vi rimando a questo video, in cui sono presenti anche dei circuiti di functional training piuttosto interessanti:



Attenzione: la proposta che passa attraverso questi video deve sempre essere vagliata in maniera critica, non tutto quello che vedo lo approvo. Ciononostante bisogna testare da sé e farsi una propria idea, tenendo sempre a mente che questi allenamenti non dovrebbero togliere un minuto all'allenamento normale in judogi con i compagni, ma prendere uno spazio del tempo libero.


venerdì 20 aprile 2012

Primavera del Judo 2012


Oggi pomeriggio saremo presenti all'evento Primavera del Judo (ormai alla 7° Edizione!) organizzato dal Maestro Piazza e per l'occasione dalla Polisportiva di Federico Rebecchi di Lecco. A breve in arrivo un resoconto e foto dell'evento. 

nella foto: Il Maestro Giuseppe Piazza

Judo for Kids in Japan... e da noi?


Video come questi possono non dire niente oppure colpirvi... se siete insegnanti di judo e avete a che fare con queste fasce di età, saprete che (in Italia quantomeno) questo grado di partecipazione da parte dei ragazzi, lo spirito di aiutarsi l'un l'altro, l'adattamento del bambino più grande che dà delle difficoltà al più piccolo, senza impedirgli di fare ma mettendolo in condizione di migliorarsi (e senza scocciarsi, ma in pieno spirito judoistico crea un adattamento dell'esercizio), il ritmo della lezione (sostenuto seppure cadenzato dalle prove dei compagni), l'assenza di particolari sberleffi e schiamazzi, tutto questo è il quadro di una lezione ideale che è anche il segno di un'intesa.





Da una parte il bimbo che vede nel judo quello che i nostri ci vedono nel calcio, che pur di essere come quel tal campione a lezione ci vanno pure tutti i giorni e ci spendono concentrazione e fatica fisica, dall'altra l'insegnante che forse ha anche gioco facile, senza voler togliere nulla a lui, a parte forse che dovrebbe migliorare le ukemi dei bimbi (vedo tante brutte cadute sui talloni). 
Risultati così nelle fasce più basse li noto quando il judo si fa giocoso, seppur preservando lo studio della tecnica, ma trasformandola e presentandola loro in qualcosa che all'apparenza è un esercizio da fare divertendosi.








Theraband + Judo

In questo video interessante realizzato da un agonista di alto livello, possiamo osservare l'utilizzo di una banda elastica per fare gli Uchikomi (ripetizioni di una tecnica). L'utilizzo del Theraband verde (livello medio-duro), facilmente acquistabile su Amazon o in genere sul web, consente lo studio della trazione e della postura del corpo corretti, senza un eccessivo ritorno da parte dell'elastico, che ci porterebbe in disequilibrio verso l'indietro. L'ottima resistenza del materiale ci permette anche di eseguire la fase di kake (proiezione) con rotazione finale del corpo, nel caso del video la tecnica è morote seoi nage. Un ottimo metodo quindi, in assenza di un compagno, per approfondire e migliorare le entrate, ma anche per altri esercizi, volti al perfezionamento fisico in generale.


fonte: Matt Daquino - http://www.youtube.com/user/BeyondGrappling - www.workoutsforjudo.com



Judo Workouts

marco
Marco
Ciao a tutti voi lettori, questo blog nasce con l'intento di dare materiale di studio e approfondimento ai miei allievi del corso di Judo alla palestra La Comune di Milano, ma resta comunque aperto a chiunque voglia approfondire argomenti inerenti all'allenamento specifico per questa disciplina, non trascurando anche aspetti tecnici e storici.

Verrano discussi  e presi in esame materiali video, immagini e testi, allo scopo di inserirli in un proprio allenamento individuale, seppur sempre volti al miglioramento delle capacità in ambito judoistico.